Risolvere i dolori in bicicletta.

Il 90% dei ciclisti che si rivolge a noi per una visita biomeccanica a Monza ha almeno un dolore quando pedala. Il più diffuso? Il formicolio alle mani. Ma è davvero possibile risolvere i dolori in bicicletta?

Il dolore in bicicletta

Mi occupo di visite biomeccaniche dal 2015 e ho lavorato con 2500 ciclisti. Mi sono reso conto in questi anni di come la parola “comfort” ancora faccia paura al ciclista. Ma è importante capire che anche la posizione più aggressiva (su carta) servirà a poco se non è adatta a noi, perché il nostro corpo scapperà da quella posizione, facendoci disperdere energia. La performance si costruisce su una posizione sostenibile: quella dove il nostro corpo riesce a stare bene per ore.

Come risolvere il dolore in bicicletta

Ho chiesto ad Alessandro Rovelli, uno dei nostri coach di Cycling40 (e anche biomeccanico), di lasciarci un suo consiglio su come risolvere i dolori in bicicletta:

Non abbiate fretta.
Evitate di imitare i professionisti o certi compagni di pedalata.
La posizione in sella è una questione totalmente soggettiva e personale. Prima di tutto dobbiamo capire quali sono le nostre reali esigenze, i nostri limiti posturali e lavorare su noi stessi anche al di là dal gesto della pedalata (core training, stretching, potenziamento).
Il bikefit ci deve mettere a nostro agio sulla bicicletta. Poi strada facendo, con l’allenamento e l’esperienza, si può aggiustare il tiro.
Inoltre ricordate, la bici rimane sempre uguale, ma il ciclista cambia nel tempo.
Scegliete un biomeccanico professionista e fatevi seguire nel vostro percorso sportivo

Alessandro Rovelli è dottore magistrale in scienze motorie, uno dei coach storici del servizio di allenamento Cycling40 e un biomeccanico del ciclismo.

Guida pratica per risolvere i dolori in bicicletta

Se dobbiamo parlare di posizione in sella per il ciclista che sta per raggiungere o ha superato i 40 anni, la parola d’ordine deve essere “sostenibilità”. Significa che la posizione deve essere sostenibile, cioè che il corpo non deve scappare dai 6 punti di contatto con la bicicletta, poiché non li ritiene inconsciamente pericolosi. Infatti il bostro corpo è pensato per scappare dal dolore e se una posizione viene vista come possibile fonte di dolore, il nostro corpo scapperà da essa, producendo alterazioni del movimento e perdita di performance. Per evitarlo e per ottenere una posizione che sia davvero sostenibile, possiamo usare queste linee guida:

  • La prestazione si basa sul comfort: dopo i 40 anni stare bene in bici è fondamentale. Senza una posizione confortevole, che non produca sovraccarichi, non sarà possibile per noi ottenere una posizione performante, poiché le due cose sono intrinsicamente correlate, una non esclude l’altra;
  • Prevenire gli infortuni è fondamentale: se hai superato i 40 anni, i tempi di recupero da un infortunio raddoppiano rispetto a quando avevi 20 anni. Per questo la posizione in sella deve minimizzare la possibilità di sviluppare infortuni da sovraccarico;
  • L’uso dei muscoli deve essere ottimizzato: piuttosto che forzare la spinta sui pedali, per un ciclista over 40 è bene lavorare per ottimizzare l’equilibrio neuromuscolare, quindi far sì che la distribuzione di attivazione muscolare tra le gambe e tra i muscoli anteriori e posteriori di ciascuna gamba sia equilibrato. Questo aiuta sia a consumare meno energia ma allo stesso tempo limita molto le possibilità di problemi muscolari in sella.

Iscriviti alla NL di Cycling40

Compila il form e iscriviti alla NL di Cycling40. Ogni venerdì alle 7:00 riceverai una Newsletter gratis con uno spunto su come dimagrire, migliorare in salita o risolvere i dolori alle ginocchia. Già 1000 ciclisti la ricevono ogni settimana, vuoi essere da meno? Allora iscriviti subito!